Le nuove norme per la produzione di energia idroelettrica sono un “anticipo di autonomia”. Questo il pensiero del Governatore Attilio Fontana espresso durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Milano insieme agli assessore Massimo Sertori e Davide Caparini.

Energia idroelettrica, tutte le competenze alle Regioni

La conversione in legge del Decreto Semplificazioni introduce un’importante modifica al quadro normativo nazionale in materia di grandi derivazioni idroelettriche che, in futuro, consentirà alla Regione di rinnovare le concessioni delle dighe. Alcune di queste sono scadute da anni e mai riassegnate (in Lombardia 17 su 70, pressoché tutte quelle in Valtellina e Valchiavenna). Nel frattempo Regione Lombardia potrà chiedere canoni aggiuntivi per gli impianti con una potenza superiore a 3000 kwatt nel periodo che decorre tra la concessione scaduta e la riassegnazione della stessa, destinandone almeno il 60% alle Province in cui sono presenti gli impianti.

La produzione in Lombardia e in provincia di Sondrio

Con 70 grandi derivazioni per circa 1200 MW di potenza nominale concessa e 600 piccole derivazioni per circa 250 MW di potenza concessa la Lombardia è il primo produttore nazionale di energia idroelettrica e, da sola, concorre ad oltre il 25% della produzione nazionale. La provincia di Sondrio con 26 grandi derivazioni garantisce circa il 50% della produzione regionale e in questo territorio risiede oltre la metà della potenza concessa, 650 MW su 1200. La nuova disciplina, che modifica il cosiddetto Decreto Bersani del 1999, conferma che le procedure di riassegnazione delle concessioni alla loro scadenza sono effettuate dalle Regioni, ma aggiunge che le dighe, i canali, le condotte forzate alla scadenza della concessione passano gratuitamente in proprietà delle Regioni invece che dello Stato.

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