Un confronto con gli operatori del settore idroelettrico dopo che anche da Assoidroelettrica, seppur con cautela, è arrivato un apprezzamento della nuova legge su dighe e concessioni. A dare la propria disponibilità a incontrare presto le società del comparto è stato l’assessore regionale lombardo all’Energia e alla Montagna Massimo Sertori.

Idroelettrico, tavolo a Bolzano dopo la nuova legge

Sertori è intervenuto lunedì a Bolzano al tavolo dell’idroelettrico, organizzato per delineare le scelte future di questa filiera anche alla luce anche della nuova legge. Quella che, come è noto, consegna, alla scadenza della concessione, dighe e impianti di grandi derivazione d’acqua alle Regioni e prevede una quota di energia gratis da destinare alle Province in cui sorgono gli impianti. La nuova legge attribuisce alle Regioni il compito di redigere entro un anno quella regionale, che declinerà le regole per la riassegnazione delle concessioni.

Idroelettrico e rilancio della montagna

“Con la nuova legge dell’idroelettrico si è innescato un sano processo di autonomia che rende protagonisti i territori dove viene prodotta questa energia – ha affermato Sertori – Si tratta di una svolta che permetterà di sostenere il rilancio di tutto il territorio montano, con entrate fisse fondamentali per la programmazione degli investimenti. Spetta ora alle Regioni completare il percorso per arrivare a una situazione a regime che riesca a coniugare il valore nazionale dell’idroelettrico con il giusto coinvolgimento dei territori”.

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“Un provvedimento non solo per il Nord”

Nel suo intervento, Sertori ha anche parlato delle polemiche levatesi dopo l’approvazione in via definitiva della legge, definita da alcuni un provvedimento a favore solo del nord: “E’ a favore delle popolazioni di montagna delle Alpi e degli Appennini, da nord a sud, ed aiuterà ad arginare il fenomeno dello spopolamento. La legge, inoltre, ha tra i vari effetti positivi anche quello di superare l’infrazione comunitaria incombente proprio per inadempienza dello Stato, individuando un percorso per arrivare alla riassegnazione delle concessioni scadute”.