La fragilità della montagna. La necessità di rimetterla la centro della politica nazionale. Gli eventi meteorologici eccezionali che ormai tanto eccezionali non sono pi. Tiziano Maffezini, presidente della Comunià Montana di Sondrio, di  Uncem Lombardia (l’unione delle Cm lombarde) e sindaco di Chiuro lancia l’allarme e una pressante richiesta.

Montagna, l’intervento di Maffezzini

Gli eventi eccezionali di questi ultimi giorni hanno posto in evidenza ancora una volta, nemmeno ce ne fosse bisogno, quanto il territorio montano sia fragile di fronte a condizioni atmosferiche estreme che, vuoi per l’azione dell’uomo o per i grandi cicli, sono sempre più presenti ed alle quali occorrerà presto abituarsi. Affinché un territorio montano possa affrontare tali condizioni è necessaria una grande capacità di adattamento che trovi fondamento in una solida base infrastrutturale e di servizi tali da consentire di affrontare eventi eccezionali (anche un inverno senza neve o un’estate torrida lo sono) senza comprometterne la tenuta socio-economica ed ambientale. Occorrono reti telematiche efficienti, infrastrutture di trasporto alternative, perché tutti i più importanti studi sullo sviluppo evidenziano il legame tra infrastrutturazione del territorio e declino della popolazione e qualità della vita, oltreché la qualità dei servizi essenziali, diversificazione dell’offerta turistica, agricoltura competitiva, economia stabile, servizi efficienti. La specificità montana si deve tradurre in solidità, in capacità di affrontare i mutamenti, rafforzando le basi della tenuta territoriale. E qui entra in gioco la politica nazionale: serve un cambiamento di prospettiva nei confronti delle zone montane che non devono più essere viste quali luoghi periferici, da assistere perché marginali rispetto allo sviluppo, ma aree che a pieno titolo contribuiscono alla crescita economica del Paese. Il tutto secondo un modello di sviluppo equilibrato e incentrato sulla specificità montana che trova fondamento nelle produzioni locali di qualità, nel mantenimento della biodiversità, nella competitività delle piccole e medie imprese, nella manutenzione del territorio. Una idea di politica per la montagna ben lontana da chi la considera una riserva quando invece la montagna è viva, lo è il territorio e chi lo abita, e solo la presenza di un sistema competitivo e vitale è in grado di preservare davvero, consentendo di fronteggiare le sfide economiche e sociali dei prossimi anni. Una visione nuova, capace di stimolare progetti, provvedimenti e politiche nazionali coerenti a favore della crescita economica e sociale di queste aree la cui specificità richiede risposte adeguate. E’ questo ciò che la montagna deve chiedere ora alla politica: una politica vera per la montagna, adeguatamente accompagnata però dalla capacità di progettualità che nasce dai territori montani.

Tiziano Maffezzini