Senza Gavia ma con il Mortirolo che potrebbe risultare decisivo per il Giro d’Italia. Oggi la corsa vivrà in Valtellina una giornata altamente significativa.

Sul Mortirolo non ci si può nascondere

Una salita sulla quale non ci si può nascondere. Un’ascesa durissima che, in pochi anni, è entrata nella storia del Giro d’Itala e del ciclismo. E che sarà affrontata anche con il maltempo, visto che le previsioni meteo non lasciano spazio alla speranza di miglioramenti. Il percorso, come è noto, ha subito una variazione per l’impossibilità di scalare il Gavia.

I passaggi in Valtellina

Secondo la tabella di marcia, i corridori entreranno nella nostra provincia attorno dopo le 15. A quell’ora è infatti previsto il passaggio da Aprica. Quindi la discesa verso Stazzona e il transito da Tirano per risalire la vallata fino a Mazzo tra le 15.30 e le 16. Lì comincia l’ascesa del Mortirolo. Il passaggio in vetta è previsto tra le 16.15 e le 17. Quindi la discesa estremamente tecnica verso Monno e l’arrivo a Ponte di Legno. Due i valtellinesi attesi oggi dai loro tifosi, il veterano di Talamona Francesco Gavazzi e il 24enne di Lanzada Nicola Bagioli, che sta correndo il suo primo Giro d’Italia.

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Il rammarico per il Gavia

Tra gli appassionati e gli organizzatori c’è comunque rammarico per l’impossibilità di scalare il Gavia, che era la Cima Coppi del Giro, ovvero il punto più alto raggiunto dalla corsa. A farsi portavoce della delusione è Elio Moretti, presidente della Provincia, ente che aveva incarico una ditta di effettuare la pulizia della strada dalla neve sul versante valtellinese. “Sia sul versante valtellinese che su quello bresciano si sarebbe potuta garantire la pulizia della sede stradale – ha spiegato Moretti – Il problema però rimane quello del pericolo valanghe che si possono staccare dai versanti e su quello non c’è nulla da fare. Abbiamo valutato anche la possibilità di causare un distacco controllato, ma gli esperti lo hanno sconsigliato perché sarebbe risultato inefficace a causa delle caratteristiche di compattezza del manto nevoso”.