Olimpiadi sordi 2019: presentazione ufficiale oggi, mercoledì 27 novembre per la manifestazione che si svolgerà in Valtellina e Valchiavenna. Erano presenti, fra gli altri, gli assessori regionali Martina
Cambiaghi (Sport e Giovani), Lara Magoni (Turismo, Moda e Marketing territoriale), Massimo Sertori (Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni) e il sottosegretario, Antonio Rossi. Queste Olimpiadi rappresentano per Regione Lombardia la prima vera prova ufficiale per i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Un modello che vuole testare in modo concreto la macchina organizzativa della Lombardia.

Olimpiadi sordi, una lunga storia

Le Olimpiadi dei Sordi sono una rassegna sportiva molto antica risalente al 1949, quandosi svolsero per la prima volta a Seefeld, in Austria. Un evento che dall’Italia manca dal 1983 quando, a Madonna di Campiglio, gli azzurri conquistarono quattro medaglie. Le sei discipline sportive invernali previste sono sci alpino, sci di fondo, snowboard, hockey su ghiaccio, curling e scacchi, questi ultimi appena entrati nel programma invernale. L’Italia è presente nello sci alpino, nello snowboard, negli scacchi e nel curling, con un totale di 16 atleti e molta ambizione nelle discipline della neve. Quest’anno le gare si svolgono a Madesimo, Chiavenna e Santa Caterina Valfurva, mentre la cerimonia inaugurale si terrà a Sondrio.

Cambiaghi: “Lombardia attiva nelle politiche inclusive”

“Questo importante evento sportivo – ha detto Cambiaghi – sarà, oltre a un indimenticabile momento di festa per tutto lo sport lombardo, la vetrina perfetta per diffondere i veri valori dei Giochi Olimpici che verranno. Le sfide non ci spaventano, ci motivano solo a fare ancora meglio. La Lombardia è sempre stata pioniera e fiera promotrice dell’attività sportiva a trecentosessanta gradi, rendendosi parte attiva nelle politiche inclusive e di supporto a tutti i giovani, con o senza disabilità. Lo sport è
abnegazione, tenacia, perseveranza nel superare i propri limiti, ma anche gioia nel confrontarsi con gli altri atleti”.

Sertori: “Valtellina e Valchiavenna al centro”

“Trentasei anni dopo Madonna di Campiglio, le Olimpiadi dei Sordi tornano in Italia. Per dieci giorni – ha spiegato Sertori – le montagne di Valtellina e Valchiavenna saranno al centro dell’attenzione, pronte ad ospitare migliaia di persone provenienti da oltre 30 Paesi del Mondo. Un evento eccezionale e molto significativo per la sua valenza sociale e sportiva, un connubio che in questi anni ha saputo far collaborare la realtà dei sordi con quella degli udenti in un percorso straordinario senza confini, né
barriere. Da Sondrio a Santa Caterina, da Madesimo fino ad arrivare a Chiavenna, per le località sciistiche della provincia di Sondrio sarà l’occasione per far conoscere a livello mondiale le capacità attrattive del territorio e dei propri impianti sportivi, soprattutto in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 dove Lombardia e Valtellina dimostreranno di essere un palcoscenico perfetto”.

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Magoni: “Fondamentale guardare a queste iniziative”

“Iniziative come queste – ha aggiunto Lara Magoni – oltre a contribuire a un ulteriore valorizzazione di montagne uniche come quelle della Valtellina, ci danno la possibilità di accostarci nel modo migliore a giovani che con passione infinita e grande professionalità praticano queste discipline. Porto sempre nel cuore la mia esperienza di maestra di sci a ragazzi diversamente abili. E posso dire di aver appreso più io da loro che loro da me”.

Rossi: “Un esempio per tanti ragazzi”

“Lo sport è amicizia, lealtà e  inclusione – ha sottolineato Antonio Rossi, campione
olimpico di canoa, oggi sottosegretario ai Grandi Eventi sportivi –  Le Winter Deaflympics sono un esempio della capacità e della forza con cui proprio lo sport può unire persone che vengono da tutto il mondo, abbattendo barriere e pregiudizi. I tanti atleti che parteciperanno alla manifestazione con il loro esempio, danno coraggio a migliaia di persone che con difficoltà affrontano e superano gli ostacoli
della vita. Quest’appuntamento di carattere inclusivo contribuirà a far conoscere le nostre montagne ancora di più nel mondo, richiamando l’attenzione di migliaia di atleti professionisti e amatoriali di tutti i continenti, anche in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026. Un richiamo che sarà accompagnato dalla possibilità di scelta tra un ampio numero di strutture adatte ad accogliere nel migliore dei modi sia gli sportivi non udenti sia quelli con altri tipi di disabilità”.