“Una grande figura per Bormio, il miglior viatico per avere l’Olimpiade, grande bandiera per tutte le Alpi. La Lombardia, il Veneto e L’Italia sono pronti. Poi con questi italiani fortissimi tutto diventa più facile” così il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato la tappa di Coppa del Mondo di Sci a Bormio a termine delle due giornate che si sono concluse oggi, 29 dicembre 2018, con il Super G e con ancora Dominik Paris vincitore sulla Stelvio,

Doppia vittoria per Dominik Paris

Non aveva osato sognarlo neppure lui, ma Dominik Paris è riuscito nell’impresa, dopo la discesa di ieri, di conquistare la vittoria anche nel superG di Bormio sul ghiaccio della terribile pista Stelvio di Bormio. Un solo centesimo di secondo gli ha permesso di precedere l’austriaco Matthias Mayer, autore a sua volta di una gara perfetta, terzo il norvegese Aleksander Kilde a 46/100. Per l’azzurro della Val d’Ultimo è l’11° vittoria, la seconda in superG dopo quella ottenuta nel 2015 a Kitzbuehel.

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Innerhofer fuori

Eppure la giornata non era iniziata bene per la squadra azzurra con il ritiro di Christof Innerhofer. Inner, che come numero 10 della lista di specialità è stato costretto a partire con il numero uno, ha preso il via senza riferimenti ma con coraggio. Putroppo dopo pochi secondi ha infilato il braccio destro nella quarta porta del tracciato, il suo busto è andato in rotazione trascinando gli sci in una inutile frenata. La sua gara era già compromessa a questo punto, ma Innerhofer ha continuato a tutta per confermare una condizione che forse in carriera non ha mai raggiunto. Ma all’entrata della Konta, il muro finale ,il suo sci destro ha scarrocciato facendogli perdere la linea sino ad inforcare in una porta blu.

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SuperG a Bormio di Paris

Paris, come già ieri in discesa, la sua battaglia l’ha vinta nella parte finale della pista. Non è stato velocissimo nelle prime curve dopo la partenza a Fontana Lunga e prima dell’entrata sulla diagonale della Carcentina ha piazzato una franata pesante che gli è costata velocità. Ma dopo questo punto ha innestato il turbo, sul piano del Ciuk e sotto il salto di San Pietro. Al rilevamento della velocità ha fatto segnare uno stupefacente 133,05 km/h. Però era ancora alle spalle di Mayer, 33/100 nell’ultimo intertempo a18 secondi dalla fine. Il sorpasso negli ultimissimi metri, grazie alla velocità risparmiata nelle ultime curve per costruire quel centesimo che vale per Dominik la seconda vittoria in due giorni, impresa in passato riuscita sulla Stelvio solo all’austriaco Michael Walchhofer nel 2006 ma con due discese.

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Una vittoria che proietta nella miglior condizione tecnica e piscologica Paris verso le classiche di gennaio a Wengen, Kitzbuehel e Garmisch.

“Ho avuto fortuna”

“Quello che è successo in questi due giorni è davvero incredibile e oggi la pista era ancora più difficile rispetto alla discesa. Non ho parole. Vuol dire che tutto funziona al meglio, la forma, i materiali, la testa… Noi siamo forti su queste piste difficili, ma riuscire in 24 ore a vincere due volte su una pista come la Stelvio sembra impossibile. Le difficoltà sono tante ed è impossibile essere perfetti. Anch’io non lo sono stato, ho avuto fortuna. La partenza non è stata male, ma poi ho frenato un po’ troppo prima della Carcentina. Su questa diagonale non mi sono sentito velocissimo, ma poi ho spinto a tutta perché sentivo di avere ancora energie. Quando sono sbucato verso il traguardo ho sentito il boato del pubblico e sapevo di aver fatto bene, ma quando ho visto la luce verde sul tabellone elettronico quasi non volevo crederci. Forse ho trovato anche continuità e ho dentro la fiducia per tirare sempre al massimo. Mi spiace per Innerhofer. E’ in grande forma ma in superG il numero 1 al via è davvero ingrato perché non hai riferimenti. Inner è sempre tra i migliori, se non sbaglia è sempre da podio”.